Diritto all'educazione
nella comunità della pesca di Foundiougne
* SENEGAL *

 

 

AFRICA - ROMA A/R

 


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Quali sono i problemi che vogliamo affrontare:

 

 

• Le infrastrutture scolastiche esistenti necessitano di un’azione di ampliamento e ristrutturazione per soddisfare i bisogni futuri della popolazione e assicurare l’istruzione di base a tutti i bambini.
La scuola elementare individuata del progetto, è la scuola più antica che per questo necessità d’interventi per garantire le condizioni minime d’apprendimento e di accoglienza per gli studenti.
Attualmente due locali utilizzati come aule, sono in cattive condizioni oltre a non essere adeguati poiché in origine erano l’alloggio del direttore e il refettorio. Le aule sono state costruite nel corso degli anni con interventi dello Stato o di progetti di cooperazione, ma attualmente una buona parte di queste necessitano di interventi di manutenzione o riparazione di fessure nei muri, nei pavimenti o sui tetti.

• I servizi igienici sono insufficienti e in cattive condizioni. Esistono 2 bagni per 500 alunni!

• L’analfabetismo colpisce soprattutto e donne che lavorano nel settore della pesca e dell’agricoltura e che hanno a carico i figli e il sostentamento di gran parte della famiglia.
Sebbene il tasso di scolarizzazione sia attualmente piuttosto elevato, rimane ancora elevato il tasso d’analfabetismo degli strati sociali più vulnerabili. Fra questi si ritrovano le donne nei settori produttivi primari come la pesca, che non hanno avuto accesso alla scuola e che di conseguenza hanno limitate capacità di gestione delle attività economiche e di affermazione dei loro diritti.
Dato che le donne sono le persone che hanno a carico i figli e con il loro lavoro sono il sostentamento
di gran parte della famiglia, è necessario dare loro l’opportunità di apprendere a leggere e scrivere e
di rafforzare le capacità di gestione delle attività economiche.

 

 

 

Un problema diffuso in tutta l’Africa è quello dei bambini lavoratori:

 

• Citiamo solo, come spunto di prima riflessione, una piccola tabella realizzata dal Movimento Africano dei Bambini e Giovani Lavoratori (MAEJT), dove vengono messi a confronto i 12 diritti universali, riconosciuti dall’UNICEF e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei Bambini (CDE) e i dodici diritti interpretati dalle associazioni dei bambini africani e dalla Carta Africana dei diritti e del benessere del bambino (CADBE):

UNICEF

MAEJT

Diritto ad esprimersi e ad avere accesso all’informazione (art. 12 a 15)

Dritto a esprimersi e a organizzarsi
Diritto ad essere ascoltati
Diritto ad essere rispettati

Diritto ad avere una famiglia (art. 9)

Diritto di restare al villaggio (a non dovere “emigrare”)

Diritto a una vita sana e sicura (art. 6, 24, 26, 27)

Diritto di esercitare le nostre attività in sicurezza
Diritto alle cure mediche

Diritto a una protezione speciale in periodo di guerra (art. 22, 38, 39)

Diritto alla sicurezza

Diritto all’educazione (art. 28 e 29)

Diritto ad imparare a leggere e scrivere

Diritto a essere protetti dalla deiscriminazione (art. 2 e 30)

Diritto ad essere rispettati

Diritto ad una protezione dalle sevizie (art. 11, 19, 34, 35 e 36)

Diritto di esercitare le nostre attività in sicurezza

Diritto ad essere protetti da ogni tipo di lavoro pericoloso (art. 31 e 32)

Diritto a un lavoro leggero e limitato. Diritto al riposo in caso di malattia. Diritto di divertirsi e giocare

Diritto a un trattatamento speciale in caso di arresto (art. 37 E 40)

Diritto a un ricorso e a una giustizia equa in caso di problemi

Diritta ad avere un’identità (Art.7 e 8)

 

Diritto a cure speciali per i bambini portatori di handicap (art. 23)

Diritto a una formazione per imparare un mestiere

 

 

I bambini africani, tenendo conto della loro specifica situazione (dove lavorare é indispensabile alla loro stessa sopravvivenza e a quella della loro famiglia), chiedono che il lavoro minorile sia riconosciuto e quindi anche i loro diritti di bambini lavoratori. Questa tabella merita sicuramente una riflessione per cercare di capire i “diversi” punti di vista e le “diverse” esigenze dei bambini africani.


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