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L’Africa è, al contrario, un continente ricco di storia e di cultura, di risorse e potenzialità sempre sottovalutate.
Un continente che attraversa tuttavia una fase molto delicata e difficile della sua storia, alle prese con gravi squilibri di tipo sociale, economico, ambientale, largamente determinati dalle esperienze del colonialismo e del post-colonialismo, ma che sono al tempo stesso parte integrante degli squilibri globali con i quali tutto il pianeta si trova oggi a fare i conti.
L’orizzonte del nostro lavoro diventa dunque quello di contribuire al superamento di tali squilibri, nella consapevolezza che abbiamo di fronte un problema comune e globale, che può presentarsi localmente in forme diverse, dove nessuno ha risposte pre-confezionate, ma dove tutti possono imparare dall’esperienza e dalla conoscenza degli altri.
Perciò lavorare in Africa è anche lavorare in Italia, per costruire progettualità che leghino percorsi condivisi di ricerca, co-operazione e scambio solidale. Fare progetti e fare comunicazione sono due modalità di uno stesso impegno, e la costruzioni di reti di partenariato fra Africa ed Italia non ha le caratteristiche di un’operazione strumentale, ma diventa centro del progetto politico.
Ed è anche in quest’ottica che si inserisce la collaborazione e il percorso educativo, informativo e di reale impegno con i ragazzi e gli insegnanti di molti istituti superiori del comune di Roma
Le parole chiave:
E’ “Empowerment” la parola-chiave del nostro approccio di co-operazione, una sorta di “meta-tema” che è alla base di tutti gli altri. Empowerment si riferisce in particolare – nella nostra esperienza - a quell’universo rurale rimasto ai margini dell’Africa post-coloniale, ed ai soggetti che lo animano, le donne e le loro organizzazioni, i movimenti e le associazioni contadine, le comunità. Empowerment significa sviluppo di capacità e sviluppo istituzionale, valorizzazione e crescita delle risorse umane, partecipazione, democratizzazione, decentramento e buongoverno. Significa centralità di questi aspetti in ogni nostro progetto, sia esso agricolo, sanitario, educativo.
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I temi centrali del nostro intervento:
Donne
Il futuro dell’Africa è legato certamente ad un tipo particolare di “empowerment”: quello delle donne. Le donne sono nella nostra esperienza la “risorsa” più significativa: di lavoro, di responsabilità sociale, di forza e di intelligenza, ma non possono dispiegare a pieno il loro ruolo per una persistente condizione di minorità giuridica e culturale.
Infanzia 
In tutti i paesi dell’Africa Sub-sahariana, la percentuale della popolazione tra 0 e 14 anni si avvicina o supera il 50%. E’ un problema sociale di straordinaria rilevanza. La condizione dei bambini è quasi ovunque difficile, tragica in alcuni contesti per le guerre o per l’impatto dell’epidemia di AIDS. Il tema dei “bambini soggetti di diritti” e non “oggetto di assistenza” è fondamentale per distinguerci dalla marea assistenzialista e comunicare un’altra immagine dell’Africa.
Link suggeriti:
Tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali (naturali, culturali, sociali)
Tema centrale di una visione “non assistenziale”, che punta a scelte e soluzioni endogene, che non intende esportare modelli, che ha a cuore la sostenibilità, la diversità biologica come quella culturale, e che mette al centro “la ricchezza” e non la “povertà” dell’Africa.
Sovranità alimentare
Contro l’immagine dell’Africa della fame – e le politiche che tendono a crearla ed estenderla – rilanciare la possibilità e la capacità dei sistemi contadini locali di costruire e sviluppare condizioni di autosufficienza e sovranità alimentare.
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