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Ogni paese in Niger ha il suo granaio,
I granai del Niger esistono da sempre, ma da sempre le carestie li svuotano. L’obiettivo è tenerli sempre pieni: comprare grani al prezzo migliore, stoccarli, costituire una buona riserva per i periodi duri. Semplice, pratico, autosufficiente. Se vuoi investire in grano metti la tua quota. Non diventi ricco, diventi un granello di vita.
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| i Granai |
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La tradizione
Ti vengono incontro da lontano, lungo le piste di sabbia saheliana, i granai del Niger, rotondeggianti e panciuti come giganteschi salvadanai di terracotta…
I granai, con la loro architettura, differente per ogni etnia, e con la loro storia, raccontano le capacità di un popolo di organizzarsi ed amministrare le proprie risorse, per far fronte alle carestie ricorrenti in Niger.
Ci sono quelli dell’etnia hausa, tipici del sud, alti e coperti di paglia, quelli Djerma, bassi e piccoli con un cappello di paglia largo, a coprirne quasi metà corpo. Poi ce ne sono alcuni, più a nord, che ricordano le costruzioni di Timbuctù e i famosi minareti del Mali: con legnetti infilzati a decorarne le estremità.
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Le banche dei cereali derivano dunque da un metodo millenario di affrontare, con saggezza e sapienza tecnica, l’inaffidabilità delle stagioni in un ambiente aspro e difficile.
L’aumento della popolazione e l’avanzare della desertificazione hanno però richiesto organizzazioni più articolate così sulla tradizione dei granai familiari si è innestata in Niger l’esperienza più recente delle banche dei cereali, oggi molto diffuse nel paese anche grazie al sostegno della cooperazione internazionale.
Veri e propri granai collettivi che servono a creare riserve alimentari utili per affrontare i periodi critici, riducendo la dipendenza dall’aiuto esterno e dalle speculazioni del mercato. |
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