Terra di Tutti Film Festival: una finestra sul mondo invisibile

Secondo week end di ottobre ed è come sempre Terra di Tutti Film Festival: al cinema Lumière a Bologna, e a Firenze al Festival dei Popoli con il concorso Meridiano Zero, tornano i documentari di cinema sociale grazie alla manifestazione organizzata dalle ong GVC e COSPE onlus, giunta all’undicesima edizione. Venti film per i 4 premi, più 15 film fuori concorso. I temi principali, I conflitti in Medio Oriente, le migrazioni e l’emergenza rifugiati, verranno analizzati anche dal punto di vista della loro rappresentazione mediatica nell’incontro Media&Migrations (giovedì 12 ottobre). Varie le sezioni speciali dedicate alle donne, le cui storie e volti rimangono troppo spesso invisibili fra gli invisibili.

Si inaugura con un aperitivo aperto al pubblico venerdì 12 ottobre alle 18, alla presenza degli assessori Mezzetti della Regione Emilia Romagna e Zaccaria del Comune di Bologna.

Voci dal mondo invisibile è il tema scelto dall’undicesima edizione del Terra di Tutti Film festival (dal 13 al 15 ottobre), che raddoppia (o quadruplica) premi, collaborazioni e location. Oltre a Bologna infatti, sede principale dell’edizione 2017 come sempre al Cinema Lumière, quest’anno il TTFF11 sbarca anche a Firenze, ospite del Festival dei Popoli.

Voci dal mondo invisibile è il tema scelto per raccontare quello che siamo e quello che facciamospiegano Stefania Piccinelli (GVC) e Jonathan Ferramola (COSPE), dal 2007 direttori artistici del Terra di Tutti Film Festival. Tanti come sempre i temi dei film in programmazione, 20 in concorso e 15 fuori concorso, con un’inevitabile prevalenza delle questioni legate alle migrazioni e ai conflitti in Medio Oriente, con le altrettanti inevitabili ripercussioni in quella Fortezza Europa a cui dedichiamo come sempre la sessione inaugurale del Festival. Migranti e rifugiati, che si raccontano nelle loro vite nei campi in Giordania, Turchia o Libano, dove la condizione più difficile da sopportare è quella nella propria testa”.

Proprio per la drammatica attualità della tematica, TTFF11 parte giovedì 12 alle ore 16,30 nella Sala Poeti di Palazzo Hercolani (Strada Maggiore 45) con un incontro fra i rappresentanti delle ong che svolgono operazioni di salvataggio in mare e i giornalisti che ne informano sui media, dal titolo “Media&Migrations3. Un mare di parole, la rappresentazione mediatica dei salvataggi in mare”, promosso nell’ambito del progetto Amitié Code di cui GVC fa parte, insieme al Comune di Bologna.

Mai come in questo periodo burrascoso per le ONG, e in generale per chi si dedica agli aiuti umanitari contro cui è stato gettato un “j’accuse” pubblico, c’è bisogno di sovrastare il chiasso di polemiche montate ad arte per coprire le voci ingombranti di chi è sempre più sfruttato e i cui diritti vengono calpestati nel mondo – Italia inclusa. Per questo abbiamo voluto riproporre l’incontro fra gli attori protagonisti di questa battaglia informativa che da mesi si sta svolgendo sui media italiani, cercando di fornire spunti e strumenti per una discussione costruttiva su una tematica molto complessa” continuano i direttori.

L’inaugurazione è prevista venerdì 13 alle ore 18 nel cortile del Lumière (via Azzo Gardino 65), con un aperitivo alla presenza di Massimo Mezzetti (assessore alla Cultura della regione Emilia Romagna) e Susanna Zaccaria (Assessora ai Diritti LGBT, Contrasto alle discriminazioni, Lotta alla violenza e alla tratta sulle donne e sui minori, Diritti dei nuovi cittadini del Comune di Bologna), da sempre sostenitori del festival. Verrà proiettato il trailer della webseries sulle migrazioni prodotta dal progetto Amitié Code.

A seguire una prima visione assoluta in Italia: il documentario “Astral” di produzione catalana, che racconta con forza e impatto narrativo di come un gruppo di volontari soccorritori nel Mediterraneo sia riuscito (e stia riuscendo), con pochi mezzi e molta forza di volontà, a portare in salvo migliaia di migranti dal naufragio in pochi mesi. A presentarlo il capitano della nave “Astral” che dà il nome al film, il cagliaritano Michele Angioni, e uno dei produttori,  Màrius Sánchez.

Sabato e domenica TTFF11 cerca di dirottare l’attenzione del pubblico su paesi e tematiche “invisibili”, cioè sui diritti negati, le purtroppo continue violenze ambientali e sociali nel mondo. Focus quindi sulla Siria, per approfondire le cause e le conseguenze del più grande conflitto del nostro secolo, e sui rifugiati, non solo siriani, e le drammatiche storie che non dovremmo mai dimenticare.  “Siria. La rivoluzione confiscata” di Paul Moreira racconta sei anni di guerra attraverso le voci di rivoluzionari pacifici passati alle armi e poi costretti all’esilio dopo l’intervento di Al Qaeda e di Daesh, vedendo “confiscata” appunto quella rivoluzione che sognavano per il proprio paese. “The envoy- Inside Syria Peace Negotiations” della giornalista Anne Poiret (che sarà presente per introdurre il film) racconta l’operato di Staffan de Mistura, inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, nel suo tentativo di spingere l’ONU a fermare i bombardamenti sostenuti dalla Russia. Un raro e affascinante sguardo sulla diplomazia al lavoro, quando i valori di fondo di un’istituzione si scontrano con la realpolitik.

Tante le voci femminili presenti nei film in concorso, come quelle delle madri palestinesi, irachene, afgane e siriane nei campi di rifugiati in Libano nel documentario “The Mother Refugees” di Dima Al-Joundi, prodotto da Al Jazeera. O la toccante voce di Soukeina che racconta la propria terribile vita e la maternità rubata durante i 12 anni come “desaparecida” in una delle carceri illegali marocchine riservate al popolo saharawi (“Soukeina, 4400 días de noche”, di Laura Sipán Bravo). Ma anche storie di lotta al femminile, come l’incredibile storia di Hadijadatou, venduta come schiava bambina in Niger e prima donna a fare causa al proprio paese e a vincere (“Free Hadijadatou vs The State”, di Lala Gomà e Rosa Cornet, che interverranno per introdurre il film). E l’energia delle tre adolescenti di “Blooms in the concrete” delle registe francesi Karine Morales e Caroline Péricard (anche loro ospiti nelle giornate del festival), in lotta per la libertà delle donne nel loro paese, che conducono una battaglia pacifica attraverso la street art, e hanno scelto proprio le strade come palcoscenico per riconquistare questo spazio, che in Tunisia è in gran parte occupato dagli uomini, come la caleidoscopica orchestra al femminile in Afghanistan che fa da sfondo ad un racconto di 5 attivisti per i  diritti umani (“Orchestra Progress” di Stefano Liberti e Mohammed Behroozian). Un documentario realizzato da COSPE onlus nell’ambito del progetto Ahram (Afghanistan Humaqn Rights Action and Mobilization).

Protagonisti anche i conflitti dimenticati, come il conflitto endemico in Congo che fa da sfondo  “Inner Me” di Antonio Spanò (sulle donne disabili nel travagliato paese africano) a quello ambientale in America Latina, dove il land grabbing si pratica in Ecuador (“Tierra Esperanza”, di Miko Meloni e Esteban Coloma) come in Colombia, dove da decenni è in atto un vero e proprio genocidio da parte dello stato, nel nome dell’olio di palma (“Frontera Invisible”, di Nico Muzi e Nicolas Richat).

Si chiude domenica 15 al Cinema Lumière, quando verranno proclamati i vincitori di questa undicesima edizione e consegnati i quattro premi, tutti da 1000€: oltre ai tradizionali Premio Lo Porto e Benedetto Senni, si aggiungono il premio “Voci di donne invisibili” offerto da Coop Alleanza 3.0 per i film dedicati ai diritti negati delle donne nel mondo, e il premio “Storie di giovani invisibili” sponsorizzato da EmilBanca, dedicato invece ai documentari che trattano temi di infanzia e gioventù.

Ma TTFF11 è molto altro ancora, come le matinée per le scuole secondarie di secondo grado venerdì e sabato, il seminario su copyleft e distribuzione indipendente a cura di Open DDB, ai laboratori per bambini a cura delle Ortiche o il comic- corner letterario in Biblioteca sabato pomeriggio, e tante altre sorprese che animeranno il cortile del Festival.

Importante è anche la rete di collaborazioni con altri festival che permettono di collocarare il TTFF al centro di una network internazionale che valorizza il documentario di inchiesta ed il cinema sociale, dal MediMed di Barcellona al Festival dei Popoli di Firenze passando per la prima edizione del Nazra Palestine Short Film Festival (di cui ospiteremo alcune proiezioni venerdì 13 alle 16) fino a Meridiano Zero, la rassegna cinematografica dedicata ai temi della cooperazione curata da AICS fra Bologna e Firenze.

Un programma molto ricco anche grazie ai nostri volontari che quest’anno saranno più di 60, fondamentali per l’entusiasmo e la passione di un Festival che nasce proprio per aprire una finestra su un mondo non sempre bello da vedere, ma “necessario a fornire spunti e legami di significato che aiutino a capire che quello che succede alle nostre porte, nel nostro mare, e in casa nostra, mantiene una connessione molto forte con quello che succede nel mondo” concludono i direttori artistici.

Per approfondimenti e notizie, www.terradituttifilmfestival.org