Al Terra di Tutti Film Festival il riscatto delle donne afgane in due doc su musica e calcio.

Siamo completamente coperte. Il velo ci dà un po’ fastidio, ma solo così ci permettono di giocare a calcio. Abbiamo fatto un compromesso”, dice Sabriha, capitana delle squadra di calcio femminile di Herat, in Afghanistan. “Ti immagini suonare l’oboe da sotto il burqa” dice Madina a Sunbol, due giovani musiciste della prima orchestra femminile afghana, prima di scoppiare a ridere.

Sono due delle frasi emblematiche che raccontano i due documentari fuori concorso dedicati all’Afghanistan, “Herat Football Club” di Stefano Liberti e Mario Poeta (Cinema Lumière, venerdì 13 e sabato 14 ottobre, dalle 9 alle 12 – matinèe per le scuole) e “Orchestra Progress. Story of afghan women” di  Stefano Liberti e Mohammad Behroozian (Cinema Lumière,  domenica 15 ottobre, ore 17.30 –  sezione Cambia musica).

Prodotti da COSPE onlus in Afghanistan nell’ambito della campagna “Women for change”, i due documentari brevi vogliono raccontare le piccole grandi lotte di alcuni attivisti e attiviste che con le loro azioni quotidiane difendono i diritti umani. L’Afghanistan è ancora oggi, e ce lo ricordano le cronache, un paese martoriato dal terrorismo e dal fondamentalismo e caratterizzato da una forte misoginia (anche istituzionale) dove le donne sono le prime vittime ma, e questo si racconta molto meno, anche le vere protagoniste di un possibile cambiamento.

Per questo “Herat  Football Club” racconta una giornata tipo di un gruppo di ragazze che ha trovato nel calcio un modo per stare insieme ed emanciparsi dal ruolo tradizionale delle donne nella società afgana. Stefano Liberti, il regista, che le aveva già incontrate nel 2016, innamorandosene e raccontando la loro storia sulle pagine di “Internazionale”. Nel marzo di quest’anno ha deciso di tornare, insieme al fotografo Mario Poeta, e raccontare in video questa bellissima storia. Storia di resistenza e determinazione: i taliban hanno provato in tutti i modi a farle smettere, ma si sono scontrati con la forza delle giocatrici e dell’allenatore che non si sono fatti intimidire né da minacce né da veri e propri attacchi. La squadra di Herat è oggi una realtà di professioniste, che aspira a partecipare a competizioni femminili internazionali.

Ed è per lo stesso motivo, di esempio e di resistenza,  che “Orchestra Progress”, un documentario di più ampio respiro che ha richiesto tempi molto più lunghi e la possibilità di un regista afghano per muoversi tra tribunali, corti d’appello, parlamento e orfanotrofi,  racconta le storie di cinque attivisti e attiviste: una giudice donna, una senatrice, un insegnante che aperto la prima scuola mista di Kabul, la presidentessa di un’associazione per i diritti delle donne e il direttore di un’importante scuola di musica dove è nata la prima e unica orchestra femminile afghana. La musica di questo ensemble fa da sottofondo a tutte le altre storie, sorreggendo, punteggiando e intervallando i racconti degli altri attivisti. Un documentario pieno di speranza per dire che la musica, anche in Afghanistan, può cambiare!

“Orchestra progress” ha accompagnato la prima audizione pubblica sui diritti delle donne al Parlamento europeo lo scorso 12 luglio.  Grazie al presidente della Delegazione europarlamentare per le relazioni della Ue con l’Afghanistan, Petras Auštrevičius, il documentario verrà proiettato a partire da quest’inverno, nelle sedi UE di tutti gli Stati Membri per continuare la sensibilizzazione rispetto alla situazione dei diritti umani in Afghanistan.

La campagna:

Women for change” è una campagna internazionale di advocacy promossa da COSPE onlus, Hawca (Humanitarian Assistence for the Women and Children of Afghanistan), da CSHRN (Civil Society and Human Rights Network) nell’ambito di AHRAM (Human Rights Assistance for Women and Children of Afghanistan), progetto portato avanti da COSPE onlus e sostenuto dall’Unione Europea. La campagna ha chiesto all’Unione Europea, un report periodico sui diritti delle donne in Afghanistan e condizionalità dei programmi UE e dell’erogazione dei fondi al rispetto dei diritti umani.

 

Per maggiori informazioni:

http://www.afghanistanhumanrights.org/
www.cospe.org

http://www.terradituttifilmfestival.org/

 

PER INFORMAZIONI, MATERIALE FOTO E VIDEO, INTERVISTE:

Marina Mantini, +39 340 – 5960316 (chiamate e Telegram); +39 616637529 (Whatsapp) /

Pamela Cioni, + 3382540141 – pamela.cioni@cospe.org