Festival dei diritti Umani chiama Mediterraneo Downtown.

Due Festival, due città, Milano e Prato, tanti ospiti e un filo rosso che li unisce: i diritti umani. Sono il Festival dei Diritti Umani (2-7 maggio, Milano) presentato oggi in conferenza stampa  e Mediterraneo Downtown, il primo festival interamente dedicato alla scena contemporanea dell’area mediterranea (5- 7 maggio, Prato).

Una contiguità tra le due manifestazioni che nasce dal comune intento degli organizzatori di costruire eventi che siano al tempo stesso di informazione ma anche di elaborazione politica e culturale, con un taglio divulgativo.

Molti gli ospiti che i due festival condividono sul fronte mediterraneo: lo scrittore siriano Khaled Khalifa (Elogio dell’odio)  e lo scrittore egiziano Ahmed Nagi ( Vita, istruzioni per l’uso)  che sabato 6 maggio a Prato parteciperanno  all’incontro “Siria: essere scrittore tra guerre e violazioni dei diritti umani” moderati dalla giornalista del Corriere della Sera, Viviana Mazza. Presenti ai due eventi anche due giornaliste: la russa Nadia Arzighikina, vice direttrice dell’Unione dei giornalisti russi e la Arzu Geybullayeva giornalista, blogger e attivista azera che a “Mediterraneo Downtown” discuteranno della libertà di espressione e della funzione del giornalismo (venerdì 5 maggio), prima della consegna del premio “Un Mediterraneo di pace” che quest’anno andrà a due giornalisti che si sono distinti, in contesti diversi, nel loro lavoro per il perseguimento della verità anche a rischio della vita e per raccontare dal campo fatti e storie che altrimenti sarebbero andate perdute: il turco Can Dundar e l’inviata RAI, Lucia Goracci.

Infine “calcio e riscatto”: sia a Prato (5 maggio) che a Milano (7 maggio) in anteprima il documentario di Stefano Liberti e Mario Poeta sulla squadra di calcio femminile di Herat: venti ragazzine che si allenano sfidando tradizioni e talebani in un paese ancora in pieno conflitto come l’Afghanistan.

Al centro dei due festival, dunque, diritti, impegno sociale e attivismo, declinato, nel caso di Prato, su un’area geografica, culturale, storica ed economica a cui apparteniamo: il Mediterraneo. Un’area a cui sono e devono essere interessati tutti i Paesi, tutti i territori e tutte le città, anche se non si bagnano fisicamente sul quel mare che segna i confini di questa area del mondo e in cui l’Italia ha il ruolo di naturale “cerniera”.

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