A Dakar si incontra la “Generazione agroecologia”.

A Dakar si parlerà di agroecologia e di futuro per sei giorni consecutivi. Dal 27 novembre al 2 dicembre tanti gli incontri, i dibattiti e gli eventi in programma che metteranno la produzione agroecologica al centro.

Tra gli organizzatori: FAO, Governo senegalese, SREC (piattaforma multidiciplinare di società rurali, ambiente  e clima in africa dell’Ovest) e il PFONGUE (la piattaforma delle ong europee in Senegal) e COSPE, con il progetto multipaese (Niger, Senegal e Mali) “Terra e Pace”.

Si comincia il 28 novembre proprio con un incontro tra 60  giovani dei tre paesi che partecipano al progetto: un momento per confrontarsi sulle questioni cruciali che riguardano il diritto all’acqua, alla terra e alle sementi locali e per decidere insieme quale messaggio portare dentro il Forum regionale sull’agroecologia che inizierà ufficialmente il 30 novembre. All’ordine del giorno nell’ambito di “Terra e pace” ci sarà innanzitutto una panoramica sui diversi problemi di ordine socio politico che affliggono i tre paesi: il conflitto in Casamance, le migrazioni del Niger e l’avanzamento jihadista in Mali.

In tutti questi tre territori africani, sebbene per cause diverse, sono i giovani a subire le conseguenze peggiori, a soffrire la disoccupazione, la discriminazione e ad essere essi stessi facile preda di arruolamenti tra le fila dei ribelli in Senegal o tra quelle dei jihadisti in Mali. L’alternativa è creare un tessuto sociale più forte e condizioni favorevoli per creare occupazione. L’alternativa è riappropriarsi della terra e delle sue risorse per poter dare un futuro a questi paesi e alle giovani generazioni che non vedono prospettive concrete.

Il progetto lavora su questo. E fornisce la chiave agroecologica, ovvero la possibilità di sviluppare imprese agricole legate alle coltivazioni e alle produzioni locali nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità e dei diritti umani. Da queste discussioni non sono estranee le riflessioni politiche sugli accordi commerciali con l’Unione Europea e le influenze politiche ed economiche dei paesi occidentali e delle multinazionali.

Questi incontri preliminari che andranno avanti tre giorni saranno utili ai ragazzi anche per confrontare i loro progetti, raccogliere buone pratiche che vengono da altri territori e creare reti stabili di collaborazione.

Tutto questo avrà un posto di rilevo nel seminario regionale organizzato che si svolgerà dal 30 novembre al 2 dicembre sempre a Dakar e non a caso intitolato “Generazione agroecologia”.

“L’agroecologia -dicono gli organizzatori- rappresenta una sfida importante per lo sviluppo agricolo nell’ Africa Occidentale e per combattere l’insicurezza alimentare e garantire alle popolazioni un cibo sano e sicuro in contesti di difficoltà economiche, di conflitto e di cambiamenti climatici”. A discuterne insieme ai ragazzi e le ragazze, diversi attori che a vario titolo e con diverse prospettive lavorano su questi temi: ricercatori, ong, organizzazioni contadine, fao, istituzioni etc…

L’obiettivo del seminario, che fa seguito a un meeting del novembre 2015, è quello di definire e affrontare le sfide per la transizione agroecologica e fare il punto sulle  raccomandazioni uscite dall’incontro regionale precedente, mettere in luce il ruolo delle nuove generazioni in questa transizione   e identificare concretamente il contributo di una dinamica multiattori come quella della task force e l’adozione di pratiche agroecologiche da parte delle popolazioni target e i decisori pubblici, consolidare in modo durevole e sostenibile questo spazio di dialogo e di scambio in Senegal e favorire lo sviluppo di queste dinamiche negli altri paesi dell’Africa dell’Ovest.